{"id":2091,"date":"2021-04-14T11:52:57","date_gmt":"2021-04-14T09:52:57","guid":{"rendered":"http:\/\/gustart.it\/?page_id=2091"},"modified":"2021-04-14T12:00:19","modified_gmt":"2021-04-14T10:00:19","slug":"il-tartufo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/gustart.it\/?page_id=2091","title":{"rendered":"Il tartufo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618393741015{margin-right: 5% !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1185&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Cos&#8217;\u00e8<\/h3>\n<p>Il tartufo \u00e8 un fungo che cresce sottoterra e matura generalmente in autunno, con alcune eccezioni.<br \/>\nHa forma di tubero ed \u00e8 costituito da un\u2019elevata percentuale di acqua e sali minerali, che assorbe dal terreno sfruttando le radici dell\u2019albero con cui vive in simbiosi.<br \/>\nQuesto fungo cresce infatti vicino alle radici di alcuni alberi (pioppo, quercia, salice, tiglio ecc.), questi influenzano alcune caratteristiche quali: colore, sapore, profumo, mentre la forma dipende dalla tipologia del terreno.<br \/>\nIl tartufo \u00e8 un prodotto naturale di cospicuo valore anche per la relativa rarit\u00e0 e difficolt\u00e0 di raccolta che si fa esclusivamente con l\u2019ausilio di cani addestrati.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618393922377{padding-top: 3% !important;padding-bottom: 3% !important;background-image: url(http:\/\/gustart.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-del-tartufo-illustrazione.jpg?id=2100) !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1618393874464{padding-top: 3% !important;padding-right: 5% !important;padding-bottom: 3% !important;padding-left: 5% !important;background-color: #ffffff !important;}&#8221;]<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Storia<\/h3>\n<p>Il conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attivit\u00e0 di governo us\u00f2 il prezioso tartufo piemontese come strumento diplomatico; Gioacchino Rossini lo defin\u00ec \u00abil Mozart dei funghi\u00bb; Lord Byron lo teneva sulla scrivania perch\u00e9 il suo profumo gli destasse la creativit\u00e0; Dumas lo defin\u00ec il \u00abSancta Sanctorum della tavola\u00bb.<br \/>\nI tartufi, sulla cui natura si ebbero per molto tempo le idee pi\u00f9 strane,come quella di ritenerli prodotti dallo scoppio del fulmine, fin dalla pi\u00f9 remota antichit\u00e0 sono sempre stati una pregiata ghiottoneria. \u00c8 presente al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700-1600 a.C. e i Sumeri mischiavano il tartufo con altri vegetali quali orzo, ceci, lenticchie e senape.<\/p>\n<p>Assieme ai Babilonesi e agli Egizi, i Greci ne facevano uso gastronomico e lo chiamavano hydnon (da cui il termine \u00abidnologia\u00bb, la scienza che si occupa dei tartufi). Gli ateniesi, secondo una tradizione, lo adoravano al punto di conferire la cittadinanza ai figli di Cherippo per aver inventato una nuova ricetta.<br \/>\nAi Romani si devono i nomi correnti del tartufo: tuber dal verbo tumere (gonfiare). I ricettari romani consigliavano di cuocere i tuberi (la classificazione dei funghi arriver\u00e0 molti secoli pi\u00f9 tardi) sotto la cenere e di consumarli con il miele.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618393741015{margin-right: 5% !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1618393976353{margin-left: 5% !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Specie pi\u00f9 diffuse in italia<\/h3>\n<p>Il re dei tartufi \u00e8 il Tartufo Bianco Pregiato (Tuber Magnatum Pico) di forma pi\u00f9 o meno irregolare, quasi lobata, di color cenerognolo gialliccio o lutaceo, liscio alla superficie con la gleba rosea o rossastro-fuliginea screziata di bianco. La raccolta nell\u2019Appennino Emiliano si svolge nel periodo che va da settembre-ottobre alla fine di dicembre.\u2028Ad esso assomiglia il Tartufo Bianchetto (Tuber Borchii vitt.)generalmente pi\u00f9 piccolo e pi\u00f9 regolare del precedente, di colore pi\u00f9 pallido e meno pregiato.<br \/>\nFra i tartufi neri, che appartengono a parecchie specie non molto differenti l\u2019una dall\u2019altra, il primo posto \u00e8 tenuto dal Tartufo Nero Pregiato (Tuber Melanosporum). Anch\u2019esso di forma pi\u00f9 o meno regolare, con la superficie tutta coperta di verruche poliedriche salienti nerastre, spesso macchiato di color rugginoso con carne bruno-rossastra venata di bianco, di profumo piccante che persiste anche nel fungo secco.<br \/>\nSimile ad esso \u00e8 il Tartufo Nero Estivo (Tuber Aestivum vitt.). In questo il peridio presenta un colore nero, con verruche sporgenti, di grosse dimensioni, che lo rendono tipico. La gleba \u00e8 di colore nocciola con numerose venature biancastre, pi\u00f9 o meno sottili.<\/p>\n<p>La nostra provincia \u00e8 ricca di tartufo, si raccoglie regolarmente il Tartufo Bianco Pregiato, il tartufo Nero Estivo, l\u2019Uncinato e anche il Nero di Norcia, soprattutto nella zona collinare.<br \/>\nI centri pi\u00f9 importanti sono: Scandiano, Viano, Toano, Castelnovo ne\u2019 Monti, Quattro Castella e Canossa. In pianura il primato spetta a Guastalla dove si raccolgono i Tartufi Bianchi nei pioppeti lungo i fiumi, lungo i canali ed i corsi d\u2019acqua.<br \/>\nAltri Tartufi meno noti: Tartufo nero liscio (Tuber Macrosporum), Tartufo Uncinato (Tuber Uncinatum), Tartufo nero ordinario (Tuber Mesentericum), Tartufo nero d\u2019inverno (Tuber Brumale), Tartufo Moscato (Tuber Brumale Moschatum de Ferry)[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1337&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618394216308{padding-top: 2% !important;padding-bottom: 2% !important;background-color: #4c3a03 !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h3><span style=\"color: #ffffff;\">Periodi di raccolta<\/span><\/h3>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">Tuber aestivum Vittad:\u00a0tartufo d\u2019estate o scorzone dal 1 giugno\u00a0al 30 novembre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber macrosporum Vittad:\u00a0tartufo nero liscio dal 15 settembre\u00a0al 31 dicembre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber mesentericum Vittad:\u00a0tartufo nero ordinario o di Bagnoli dal 15 settembre\u00a0al 31 gennaio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber magnatum Pico: tartufo bianco o bianco del Piemonte o di Alba o di Acqualagna dal 15 settembre\u00a0al 31 gennaio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber uncinatum Chatin: tartufo uncinato o tartufo nero dal 1 ottobre\u00a0al 31 dicembre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber melanosporum Vittad tartufo nero pregiato dal 15 novembre\u00a0al 15 marzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber brumale Vittad: tartufo nero d\u2019inverno o trifola nera dal 15 dicembre\u00a0al 15 marzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber brumale var\u00a0moschatum De Ferry: tartufo moscato da 15 dicembre al\u00a015 marzo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ffffff;\">Tuber borchii Vittad (= Tuber albidum Pico) bianchetto o marzuolo dal 15 gennaio\u00a0al 30 aprile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">In ottemperanza a quanto previsto dall\u2019art. 9 della L.R. 10\/2002 si stabilisce che il periodo di divieto assoluto di raccolta del tartufo si svolga dal 31 agosto al 14 settembre incluso<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618393741015{margin-right: 5% !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1312&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;right&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1618393976353{margin-left: 5% !important;}&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Conservazione<\/h3>\n<p>I tartufi sono prodotti molto delicati e bisogna utilizzare alcuni accorgimenti al fine di preservarne l\u2019aroma, se non vengono consumati in breve tempo. I tartufi freschi si conservano in frigorifero, avvolti da un tovagliolo di carta assorbente.<\/p>\n<p>Bisogna avvolgere ogni tartufo singolarmente, senza asportarne la terra, in tovaglioli di panno o carta. Essi vanno sostituiti ogni giorno.\u2028Bisogna conservarlo in frigo a circa 2 gradi possibilmente permettendogli di \u201crespirare\u201d, ma \u00e8 importante sapere che i latticini, le uova e le carni riposti nelle sue vicinanze, ne assorbono l\u2019aroma;\u2028Quando il tartufo accenna a diventare \u201cgommoso\u201d al tatto, si consiglia di consumarlo immediatamente, in quanto ha raggiunto il massimo grado di maturazione.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_row_inner css=&#8221;.vc_custom_1618393741015{margin-right: 5% !important;}&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;1185&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text] Cos&#8217;\u00e8 Il tartufo \u00e8 un fungo che cresce sottoterra e matura generalmente in autunno, con alcune eccezioni. 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