Il tartufo

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Cos’è

Il tartufo è un fungo che cresce sottoterra e matura generalmente in autunno, con alcune eccezioni.
Ha forma di tubero ed è costituito da un’elevata percentuale di acqua e sali minerali, che assorbe dal terreno sfruttando le radici dell’albero con cui vive in simbiosi.
Questo fungo cresce infatti vicino alle radici di alcuni alberi (pioppo, quercia, salice, tiglio ecc.), questi influenzano alcune caratteristiche quali: colore, sapore, profumo, mentre la forma dipende dalla tipologia del terreno.
Il tartufo è un prodotto naturale di cospicuo valore anche per la relativa rarità e difficoltà di raccolta che si fa esclusivamente con l’ausilio di cani addestrati.

Storia

Il conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività di governo usò il prezioso tartufo piemontese come strumento diplomatico; Gioacchino Rossini lo definì «il Mozart dei funghi»; Lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività; Dumas lo definì il «Sancta Sanctorum della tavola».
I tartufi, sulla cui natura si ebbero per molto tempo le idee più strane,come quella di ritenerli prodotti dallo scoppio del fulmine, fin dalla più remota antichità sono sempre stati una pregiata ghiottoneria. È presente al tempo del patriarca Giacobbe intorno al 1700-1600 a.C. e i Sumeri mischiavano il tartufo con altri vegetali quali orzo, ceci, lenticchie e senape.

Assieme ai Babilonesi e agli Egizi, i Greci ne facevano uso gastronomico e lo chiamavano hydnon (da cui il termine «idnologia», la scienza che si occupa dei tartufi). Gli ateniesi, secondo una tradizione, lo adoravano al punto di conferire la cittadinanza ai figli di Cherippo per aver inventato una nuova ricetta.
Ai Romani si devono i nomi correnti del tartufo: tuber dal verbo tumere (gonfiare). I ricettari romani consigliavano di cuocere i tuberi (la classificazione dei funghi arriverà molti secoli più tardi) sotto la cenere e di consumarli con il miele.

Specie più diffuse in italia

Il re dei tartufi è il Tartufo Bianco Pregiato (Tuber Magnatum Pico) di forma più o meno irregolare, quasi lobata, di color cenerognolo gialliccio o lutaceo, liscio alla superficie con la gleba rosea o rossastro-fuliginea screziata di bianco. La raccolta nell’Appennino Emiliano si svolge nel periodo che va da settembre-ottobre alla fine di dicembre.
Ad esso assomiglia il Tartufo Bianchetto (Tuber Borchii vitt.)generalmente più piccolo e più regolare del precedente, di colore più pallido e meno pregiato.
Fra i tartufi neri, che appartengono a parecchie specie non molto differenti l’una dall’altra, il primo posto è tenuto dal Tartufo Nero Pregiato (Tuber Melanosporum). Anch’esso di forma più o meno regolare, con la superficie tutta coperta di verruche poliedriche salienti nerastre, spesso macchiato di color rugginoso con carne bruno-rossastra venata di bianco, di profumo piccante che persiste anche nel fungo secco.
Simile ad esso è il Tartufo Nero Estivo (Tuber Aestivum vitt.). In questo il peridio presenta un colore nero, con verruche sporgenti, di grosse dimensioni, che lo rendono tipico. La gleba è di colore nocciola con numerose venature biancastre, più o meno sottili.

La nostra provincia è ricca di tartufo, si raccoglie regolarmente il Tartufo Bianco Pregiato, il tartufo Nero Estivo, l’Uncinato e anche il Nero di Norcia, soprattutto nella zona collinare.
I centri più importanti sono: Scandiano, Viano, Toano, Castelnovo ne’ Monti, Quattro Castella e Canossa. In pianura il primato spetta a Guastalla dove si raccolgono i Tartufi Bianchi nei pioppeti lungo i fiumi, lungo i canali ed i corsi d’acqua.
Altri Tartufi meno noti: Tartufo nero liscio (Tuber Macrosporum), Tartufo Uncinato (Tuber Uncinatum), Tartufo nero ordinario (Tuber Mesentericum), Tartufo nero d’inverno (Tuber Brumale), Tartufo Moscato (Tuber Brumale Moschatum de Ferry)

Periodi di raccolta

Tuber aestivum Vittad: tartufo d’estate o scorzone dal 1 giugno al 30 novembre.
Tuber macrosporum Vittad: tartufo nero liscio dal 15 settembre al 31 dicembre.
Tuber mesentericum Vittad: tartufo nero ordinario o di Bagnoli dal 15 settembre al 31 gennaio.
Tuber magnatum Pico: tartufo bianco o bianco del Piemonte o di Alba o di Acqualagna dal 15 settembre al 31 gennaio.
Tuber uncinatum Chatin: tartufo uncinato o tartufo nero dal 1 ottobre al 31 dicembre.
Tuber melanosporum Vittad tartufo nero pregiato dal 15 novembre al 15 marzo.
Tuber brumale Vittad: tartufo nero d’inverno o trifola nera dal 15 dicembre al 15 marzo.
Tuber brumale var moschatum De Ferry: tartufo moscato da 15 dicembre al 15 marzo.
Tuber borchii Vittad (= Tuber albidum Pico) bianchetto o marzuolo dal 15 gennaio al 30 aprile.

In ottemperanza a quanto previsto dall’art. 9 della L.R. 10/2002 si stabilisce che il periodo di divieto assoluto di raccolta del tartufo si svolga dal 31 agosto al 14 settembre incluso

Conservazione

I tartufi sono prodotti molto delicati e bisogna utilizzare alcuni accorgimenti al fine di preservarne l’aroma, se non vengono consumati in breve tempo. I tartufi freschi si conservano in frigorifero, avvolti da un tovagliolo di carta assorbente.

Bisogna avvolgere ogni tartufo singolarmente, senza asportarne la terra, in tovaglioli di panno o carta. Essi vanno sostituiti ogni giorno.
Bisogna conservarlo in frigo a circa 2 gradi possibilmente permettendogli di “respirare”, ma è importante sapere che i latticini, le uova e le carni riposti nelle sue vicinanze, ne assorbono l’aroma;
Quando il tartufo accenna a diventare “gommoso” al tatto, si consiglia di consumarlo immediatamente, in quanto ha raggiunto il massimo grado di maturazione.